Distanze, angolazioni e scelta dei microfoni: sono le tre variabili che decidono la qualità di una ripresa stereo. Non esistono ricette perfette ma esistono configurazioni che funzionano, e capirle ti permette di scegliere con cognizione di causa invece di mettere due microfoni "a caso" e sperare.
Le cinque tecniche base
Tutto quello che facciamo deriva da queste configurazioni storiche. Le racconto in ordine di larghezza dell'immagine stereo che producono.
1. XY (coincident)
Due microfoni a capsula direzionale (cardioidi) sovrapposti, con un angolo tra 90° e 135°. Le capsule sono il più possibile vicine — idealmente la stessa identica posizione nello spazio.
- Pro: compatibilità mono perfetta, nessun problema di fase.
- Contro: immagine stereo meno larga, suono più "frontale".
- Quando: riprese ambientali con possibile destinazione broadcast/mono.
2. ORTF (near-coincident)
Due cardioidi distanziati di 17 cm con angolo di 110°. Inventata dall'Office de Radiodiffusion-Télévision Française negli anni '60.
- Pro: immagine stereo naturale, simula la distanza tra le orecchie umane.
- Contro: minore compatibilità mono di XY.
- Quando: riprese orchestrali, ensemble acustici, chitarra classica.
3. NOS (near-coincident)
Variante olandese di ORTF: due cardioidi a 30 cm con angolo di 90°. Immagine ancora più larga.
4. Spaced Pair / AB
Due microfoni omnidirezionali distanziati anche di 40 cm — 2 metri, paralleli. Niente angolo.
- Pro: senso dello spazio reale, basse frequenze ricche.
- Contro: problemi di fase tra i due microfoni, immagine "scollata" al centro.
- Quando: riprese ambientali, drum overhead, pianoforte.
5. MS (Mid/Side)
Un microfono cardioide rivolto verso la fonte (mid) + un microfono a figura otto perpendicolare (side). Si decodificano sommando M+S e M-S.
- Pro: larghezza stereo regolabile in mix, mono compatibility perfetta.
- Contro: serve un decoder, più complesso da impostare.
- Quando: riprese ambientali, location recording, broadcast.
"La regola del 3 a 1 non è negoziabile.
Se non la conosci, falla diventare un dogma."
La regola 3:1
Quando usi più microfoni sulla stessa fonte: la distanza tra microfoni deve essere almeno 3 volte la distanza tra il microfono più vicino e la sorgente. Esempio: mic a 30 cm dalla chitarra → l'altro mic almeno a 90 cm dal primo. Sotto questa soglia, problemi di fase garantiti.
La scelta dei microfoni
Per riprese stereo, le coppie matched (selezionate dal produttore per avere risposta in frequenza identica) fanno la differenza. Coppie consigliate per il tipo di applicazione:
- Acustica intima: piccoli diaframmi tipo Neumann KM184, AKG C451, Schoeps CMC6.
- Vocale d'insieme: grandi diaframmi tipo Neumann U87, AKG C414.
- Riprese vintage / colorate: nastri tipo Coles 4038 o Royer R-121.
- Location / outdoor: dinamici robusti come Sennheiser MD441 + windshield.
Il test in studio
Prima di registrare la take vera, fai sempre questo:
- Registra 10 secondi di silenzio con i microfoni in posizione.
- Registra 30 secondi di esecuzione tipica della fonte.
- In DAW, somma in mono i due canali e ascolta.
- Se senti un suono "vuoto" o "fasato", sposta i microfoni.
Se vuoi una sessione di registrazione fatta con queste tecniche, scrivici.