Registrare un concerto è il contrario di registrare in studio: non puoi rifare, non controlli niente, e quello che ottieni è tutto. È il motivo per cui certi tecnici lo evitano e altri non vogliono fare altro. Ecco quello che abbiamo imparato negli anni — il distillato.
Prima del concerto
Il 90% del successo di una registrazione live si decide settimane prima dell'evento. Punti non negoziabili:
- Conferma scritta col fonico FOH del locale. Quanti split disponibili dal mixer? Pre o post EQ?
- Stage plot e input list della band, aggiornati a 7 giorni dall'evento.
- Sopralluogo se possibile, almeno virtuale (foto/video del locale).
- Verifica corrente — il banco di registrazione vuole una linea pulita, evita prese condivise con luci o ampli.
Lo split
Tre modi di prendere il segnale dal palco al tuo recorder:
1. Splitter passivo trasformatore
Il più sicuro. Galvanic isolation, niente ground loop. Costo: una box buona costa cara, ma è investimento a vita.
2. Split attivo
Più flessibile (può alimentare condensatori indipendentemente dal FOH), ma serve alimentazione affidabile e c'è un altro dispositivo in catena.
3. MADI / Dante dal mixer
Se il banco FOH è digitale (Yamaha CL, DiGiCo, Allen&Heath dLive), prendi un giro MADI o Dante direttamente. Soluzione moderna, pulita, no rumore. Verifica che il fonico ti dia segnali pre-EQ e pre-fader.
Pre-fader, pre-EQ, pre-dynamics.
Sempre. Se non te lo danno, esci dalla porta.
Il recorder
Per multitraccia live, le opzioni sono:
- Tascam DA-6400 / DA-3000: classico, robusto, registra su SSD.
- RME UFX III + drive USB: standalone, MADI, 188 tracce.
- Allen & Heath ICE-16: economico, fa il lavoro.
- Pro Tools / Logic + interfaccia MADI su laptop dedicato — ok ma è il setup più fragile.
Regola d'oro: sempre due registratori in parallelo. Se uno cede a metà concerto, l'altro ti salva. Un singolo registratore è un single point of failure inaccettabile.
Microfoni di ambiente
Per dare profondità al mix di registrazione, non basta lo split del palco. Servono mic d'ambiente che catturino il pubblico e la stanza.
- Crowd mics: coppia di cardioidi (es. KM184) puntati verso il pubblico dal palco.
- Room mics: coppia di omnidirezionali a metà sala, in alto.
- Ambient mid/side: alternativa elegante per immagine larga + mono compatibility.
Il soundcheck
Sembra ovvio ma fissiamolo:
- Arriva almeno 2 ore prima del soundcheck.
- Test ogni canale singolarmente prima che la band suoni.
- Set i livelli peak intorno a -12 dBFS sul recorder, mai oltre -6.
- Marca i timecode delle prove e fai un test recording di 30 secondi su entrambi i recorder.
Durante il concerto
Se hai fatto bene tutto sopra, ora il tuo lavoro è semplice: guardare i metri, ascoltare. Non toccare niente che non serva. Sii presente ma invisibile.
Tieni un block notes (cartaceo, l'audio fonti non lo prende) con:
- Timecode di inizio brani.
- Note su clip o problemi.
- Setlist effettivo (non quello stampato, quello suonato).
Dopo
Backup, backup, backup. Tre copie su tre supporti diversi prima di lasciare il locale. Idealmente: SSD originale + chiavetta + cloud. Mai consegnare al cliente un singolo file su un singolo disco.
Vuoi una registrazione live fatta come si deve? Parliamone.